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Buona lettura! 

Le note di Joplin
26 novembre 2007

Non aggiornavo da un bel po' il blog e per comunicare davvero quello che vorrei dire stavolta, dovrei tacere e lasciar parlare la musica. Vi sto scrivendo infatti mentre mi godo l'ascolto di qualche pezzo di Scott Joplin.
"Scott chi?" diranno i miei (pochi) lettori (buoni, ottimi, però! ;-) ).
Potrei cercare di raccontarvi chi era Scott Joplin, potrei dirvi che è considerato il principale esponente del ragtime e magari potrei provare a spiegare in qualche parola cos'è il ragtime (fosse facile, dopo aver smesso ormai da anni di studiare musica!).
Ma preferisco raccontarvi che ho scoperto Joplin e il ragtime tanti anni fa, quando ero ancora un soldo di cacio, a un concerto dove mi portò una persona molto cara che ora, purtroppo, non c'è più, ma che amava molto la musica e mi voleva un gran bene.  
Dopo qualche mese da quel bel concerto, il mio insegnante di pianoforte propose a me e ad altri allievi di preparare qualche pezzo di Joplin e portai Solace ad uno degli ultimi saggi che feci.
Mentre riascolto (per l'ennesima volta questo pomeriggio) questa meravigliosa "Mexican serenade" (è il sottotitolo di Solace) ripenso agli anni che sono passati, alle varie versioni di me che si son portati via e alle persone che salutate al termine del loro viaggio.
Magari quella persona molto cara che mi ha fatto scoprire il ragtime ora la musica di Joplin la ascolta dal vivo...:-)

Vi ho messo un po' di curiosità di ascoltare Joplin?
Qui trovate qualche pezzo da poter ascoltare subitissimo.
 

Il nick ancestrale
13 febbraio 2007

Un giochino-ino-ino...
Sul sito http://www.box404.net/nick è possibile scoprire qual è il "nickname ancestrale" del proprio sito web :-)
Ho appena scoperto che Raum ha questo nick:

nick
Eh eh eh eh... un saluto veloce dalla vostra "Principessa imprigionata". Hasta y luego!
p.s... quanto successo avrà avuto il sito con questo giochetto? ;-) furbizie di Internet!


Grazie, Dylan
27 dicembre 2006

Vacanze di Natale (finalmente). Tempo di relax, di raffreddore (perché proprio ora?!), di giornate pigre passate in casa a leggere senza dover guardare l'agenda o gli orologi.
A leggere che?
Ci vorrebbe qualcosa che non sia troppo lungo né troppo impegnativo, che mi faccia sorridere e quindi...(sembro la vecchia pubblicità dell'ovetto Kinder: vorrei una sorpresa, un gioco e del cioccolato!)...è il momento giusto per una scorpacciata di Dylan Dog.
Dylan, il nostro old boy, ha da poco festeggiato ben vent'anni di vita editoriale.
Ma tra me e lui ci sono altri festeggiamenti, meno pubblici e fastosi; Italo Calvino (sì, sempre zio Italo, che torna spessissimo su queste pagine) in Se una notte d'inverno un viaggiatore descrive il lettore che, appena inizia un libro nuovo, va a vedere quante siano le pagine totali. Con Dylan Dog io ho un altro piccolo rito: ogni volta che apro un albo, vado a vedere la data di pubblicazione. Ad ogni data corrisponde un periodo della mia vita o un fatto in particolare: il primo Dylan Dog letto (L'isola misteriosa), a casa della mia migliore amica dell'epoca, in una calda notte d'estate; il primo acquistato (Maelstrom); quello che costituì una piacevole pausa nel periodo degli esami di terza media (Il bosco degli assassini); quelli dell'Università... l'albo ricevuto direttamente dalle mani di Sergio Bonelli (La sfida).
Verrebbe da dire che, per quanto si possa cambiare attraverso gli anni, ci sono cose che restano (e Dylan sarebbe una di queste; o forse, sarebbe meglio dire "il piacere di leggere Dyd"). Ma è più probabile che, se quest'amicizia rimane immutata, sia perché, anno dopo anno, siamo cambiati entrambi.

Voglia di poesia
1' novembre 2006

Ho già avuto modo di ricordare su queste pagine lo splendido libro di Jostein Gaarder La ragazza delle arance. Dice uno dei protagonisti, ricordando la sua giovinezza:

O sarei diventato un poeta, cioè una persona che celebra con le proprie parole questo mondo incantato nel quale viviamo [...]. Oppure sarei diventato medico, cioè una persona al servizio della vita.

C'è tanto dolore nel mondo, eppure c'è anche così tanta bellezza. Ce ne accorgiamo mai?

Di questi tempi mi capita spesso di vedere l'alba, andando al lavoro. C'è un momento, quando il cielo inizia a schiarire, in cui mi tornano in mente i versi i Dante nel I canto del Purgatorio (e a volte me li sussurro anche, tanto non è che a quell'ora ci sia tanta gente in giro)... Dante e Virgilio sono appena usciti dall'Inferno, dove tutto è buio, fumo, fango. Finalmente rivedono la luce: prima le stelle, ora l'alba. Nell'Inferno tutto è buio, nel Paradiso tutto è luce, nel Purgatorio no, ci sono ancora le albe e i tramonti. Scrive il poeta (Purg. I, 13-18)

Dolce color d'orïental zaffiro,
che s'accoglieva nel sereno aspetto
del mezzo, puro infino al primo giro,

a li occhi miei ricominciò diletto,
tosto ch'io usci' fuor de l'aura morta
che m'avea contristati li occhi e 'l petto.


Quante albe sono state ammirate nei secoli, da quanti occhi?
Quante albe sono state attese, temute, sognate, ricordate?
A quante di queste Dante è riuscito a dare voce con poche parole?

Qual è stata l'alba più bella della vostra vita?

Anima e corpo
25 ottobre 2006
Nei giorni scorsi ho letto con grande piacere una lauda di Jacopone da Todi (1236-1306), Quando t'aliegre. In questa poesia Jacopone rappresenta - direi quasi "mette in scena"- l'incalzante dialogo tra un vivo e un morto. Il morto, che da quello che capiamo leggendo la lauda doveva essere un gran bell'uomo, ricco e forte, nonché incallito peccatore, si lamenta della sua condizione: è stato privato di tutto nel corpo (e qui Jacopone, con i toni sanguigni che gli sono propri, insiste sulla descrizione - intrisa di humour nero - dei terribili effetti della decomposizione) e la sua anima soffre i tormenti destinati ai dannati.
Ritengo che da questa poesia non emerga un inno alla morte, ma un invito a vivere la vita in pienezza, puntando su ciò che davvero vale. Il morto si è giocato tutto, nel breve tempo della sua vita, per accumulare beni, ricchezza, potere, prestigio... cosa gli è rimasto?
Jacopone mi spinge a riflettere su cosa scelgo, ogni giorno, tra essere e apparire, tra essere e avere.  Tutta presa da queste riflessioni, nei giorni scorsi noto una pizzeria chiamata "Pizza e vizi" e, poco lontano, una gelateria chiamata "Peccati di gola" (ok ok... si nota ciò che ci sta a cuore :-) ) e mi chiedo "Questa pizzeria, questa gelateria, avrebbero avuto lo stesso fascino se avessero avuto un'insegna tipo "Ti si alza la glicemia" o "Pizza e cellulite"?". Temo proprio di no!!!
Jacopone scriveva più di settecento anni fa, ma le sue riflessioni mi sembrano ancora assai attuali.

Non è che ci preoccupiamo tanto del corpo e finiamo per giocarci l'anima?

Chissà se a questo punto avete voglia di saperne di più su questo Jacopone e sulla sua lauda...
Vi consiglio:
- http://it.wikipedia.org/wiki/Jacopone_da_Todi (voce "Jacopone da Todi di Wikipedia")
-  A questa pagina invece potete scaricare il testo di Quando t'aliegre e, a pagamento, potete ascoltarlo. La lingua non è facile, richiede tempo e un po' di sforzo per essere compresa, ma spero che ne valga la pena.


Le foglie morte
18 settembre 2006
Dopo che nei giorni scorsi una pioggia battente ha allagato la città, facendomi pensare che finalmente fosse arrivato l'autunno... oggi quest'estate ci tiene a dimostrare che non vuole ancora svanire e lo fa con una giornata brillante di sole come non se ne vedevano da un po'...
L'autunno mi riporta ai primi giorni di scuola, alle foglie morte che si ammassavano davanti alla scuola elementare (eh, i luoghi mitici dell'infanzia...), ogni anno mi promette un nuovo inizio, un "punto e a capo" nelle cose della vita.
Ma l'autunno, quello vero, non può arrivare finché quest'estate non si decide ad andar via... e finché durano questi momenti di ambiguità. Me ne sto sospesa tra le stagioni come Agilulfo tra la notte e il giorno:

A quell’ora dell’alba, Agilulfo aveva sempre bisogno d’applicarsi ad un esercizio d’esattezza: contare oggetti, ordinarli in figure geometriche, risolvere problemi d’aritmetica. È l’ora in cui le cose perdono la consistenza d’ombra che le ha accompagnate nella notte e riacquistano poco a poco i colori, ma intanto attraversano come un limbo incerto, appena sfiorate e quasi alonate dalla luce: l’ora in cui meno si è sicuri dell’esistenza del mondo. […] Stava male: erano quelli i momenti in cui si sentiva venir meno; alle volte solo a costo d’uno sforzo estremo riusciva a non dissolversi. Allora si metteva a contare: foglie, pietre, lance, pigne, qualsiasi cosa avesse d’avanti. (Italo Calvino, Il cavaliere inesistente, 1959).

Facciamo che, anziché contare pietre e lance come Agilulfo, conto un paio di cosette per entrare nel clima autunnale...

- April come she will
(Simon & Garfunkel). Forse la mia canzone preferita tra le tante bellissime che hanno fatto...si conclude con "September/ Die she must/ A love once new has now grown old".

- Le foglie morte (Jacques Prévert).  Dolcissima e struggente... "Les feuilles mortes se ramassent à la pelle/ Les souvenirs et les regrets aussi [...] Mais la vie sépare ceux qui s'aiment/ Tout doucement, sans faire de bruit/ Et la mer efface sur le sable/ Les pas des amants désunis".

E se autunno può significare anche autunno della vita... mi vengono in mente le Isole Blasket, in Irlanda. L'isola più grande, Great Blasket, fu definitivamente abbandonata nel 1953. Gli abitanti ci hanno lasciato un grande patrimonio di memorie, canzoni, poesie... la lingua è il gaelico, ma dopo aver letto qualche verso mi sembra che tutte queste cose siano dette in un linguaggio più universale... quello del mare in tempesta, del cielo grigio e immenso tagliato solo di rado da fiotti di sole, dei campi verdi che si tuffano nel mare....chiudo con le parole di una delle abitanti delle Blasket, Peig Sayers (1873-1958):

I am an old woman now, with one foot in the grave and the other on its edge. I have experienced much ease and much hardship from the day I was born until this very day. Had I known in advance half, or even one-third, of what the future had in store for me, my heart wouldn't have been as gay or as courageous it was in the beginning of my days. (Peig Sayes, Peig, 1936).

Buon autunno


Il filo dei ricordi
4 agosto 2006
Avvertenza...
Prima di leggere questo intervento, vi consiglio di dare un'occhiata alla lista che segue. Se non ricordate essuna delle cose che cito, se nessuna di esse vi evoca un'emozione, lasciate perdere...o siete molto molto giovani, o avete perso la memoria. Altrimenti, buon proseguimento!!

Test attitudinale
Hai mai chiesto ai tuoi genitori di comprarti le micro-machine?
Hai mai sognato di partecipare al matrimonio di Barbie e Big Jim e di diventare miliardaria per costruirti una casa (di plastica...) con ascensore interno?
Hai mai perso il fiato per fare bolle con Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare...")?
Hai mai partecipato a scambi delle sorprese del Mulino Bianco (quelle fornite in una scatola tipo fiammiferi)?
Ti sei mai chiesto "Chi ha ucciso Laura Palmer"?
Se dico "Brenda&Brandon, Kelly, Dylan, Donna, David, Steve" e ti do un codice di avviamento postale (90210)... ricordi di che telefilm stiamo parlando?
Hai mai fatto merenda con il succo "Billy"? Ricordi il sapore delle "Big Babol"?

Se hai risposto almeno ad una di queste domande, sei pronto per continuare...

A spasso nel tempo
Ieri mi è arrivato un link www.spot80.it. Che sarà mai? Sono andata a visitarlo e... ho fatto un lungo viaggio tra i ricordi. Su questo sito trovate una ricchissima raccolta di video di pubblicità degli anni '80 e dei primi anni '90.
E così ho potuto riascoltare "Devi farne, di strada, bimbo, se vuoi scoprire com'è fatto il mondo..." (spot della Chicco, 1992), ho rivisto la bimba con l'impermeabile giallo che trovava un gattino per strada, sotto la pioggia (spot della Barilla, 1987)....ancora oggi spero di trovare un cagnolino per portarlo a casa (dove c'è Barilla, c'è casa)!
E poi... il piccolo mugnaio bianco sarà mai riuscito a farsi notare da Clementina (spot delle merendine del Mulino Bianco, anche questo 1987)?

Visto che ormai la miccia s'era accesa, sono andata avanti.

Dallo spot ai cartoni il passo è stato breve...

Su www.supersigle.it ho potuto rivedere o riascoltare le sigle di molti pezzi forti della mia infanzia e della mia adolescenza... dall'incantevole Creamy (che è riuscita a fare interi tour di concerti con un repertortio di sei canzoni! Potere riascoltarle qui) al Tulipano Nero (e Stella della Senna), da Georgie a Memole, Spank, Carletto il principe dei mostri, Pollon, Mimì Ayuara, Mila e Shiro, Holly e Benji, Ransie la strega, Lamu, i Barbapapà...con qualche chicca: le vecchie sigle di Candy Candy e Lady Oscar - prima del monopolio di Cristina D'Avena - e le prime sigle dei Puffi.

E così... in pochi minuti mi sono resa conto che da quando Paolo Bonolis e Licia Colò facevano "Bim Bum Bam" e dai tempi in cui speravamo di imparare a giocare a pallavolo come Mimì, Mila e Shiro o a calcio come Holly e Benji sono passati proprio tanti tanti anni...

Se qualcuno trova gli spot della Girella con Golosastro e gli indiani, o altri spot del Mulino Bianco o (magari!) qualche puntata dei vecchi cartoni animati... aspetto un link, grazie!!!

"In che modo strano passa questa Carovana della Vita:
cogli quell'attimo almeno che passa in letizia".
(Omar Khayyam, poeta persiano, 1048-1131)

Due righe su Jostein
30 luglio 2006
Uno dei libri che amo di più è La ragazza delle arance, di Jostein Gaarder.
Ho letto questo libro, tutto d'un fiato, in un caldo pomeriggio del luglio 2005, proprio un anno fa, e me ne sono innamorata.

Metto qui di seguito alcune frasi tratte dai libri di Gaarder che ho letto negli anni scorsi, sperando che possano stuzzicare qualcun altro a leggerli.

Per saperne di più su quest'autore, consiglio:
E ora le citazioni:

- L'unica cosa di cui abbiamo bisogno per diventare bravi filosofi è la capacità di stupirsi. (Da Il mondo di Sofia).
- Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre. (Da  C'è nessuno?).
- Più la notte è nera, più soli riusciamo a vedere nel cielo. Finchè è giorno riusciamo a vedere soltanto il nostro.
(Da  C'è nessuno?).
- Tutto il creato è uno specchio, Cecilie. Tutto il mondo è un enigma. (Da In uno specchio, in un enigma).

Per concludere, da La ragazza delle arance: "Avrei scelto di vivere una vita sulla terra ben sapendo che all’improvviso mi sarebbe stata strappata via, forse proprio nel bel mezzo dell’ebbrezza della felicità? Oppure già in punto di partenza avrei rifiutato tutto questo gioco azzardato del ‘dai e togli’?".
A voi la risposta...  

In viaggio
13 luglio 2006
embrione
Questa vignetta mi è arrivata oggi.
Ad ognuno le sue riflessioni...
 
Lascio qui una preghiera, perché tutte le bimbette e i bimbetti che stanno facendo questo viaggio dei 9 mesi (più o meno eh eh eh) arrivino a destinazione. Una preghiera ai genitori e per i genitori, perché nessuno di questi bimbi venga rifiutato.
 
Visto il titolo dell'intervento, vi aspettavate che parlassi delle vacanze?
Non so se viaggerete durante quest'estate, ma questo viaggio l'abbiamo fatto tutti di sicuro.

I vostri commenti


Data Autore   Commento
29-10-06 Antonio Per piacere inserisci qualche poesia. Grazie.
27-10-06 Antonio Bellissimo sito, ma non avevo dubbi
23-10-06 Suferreri Sei sempre stupendamente unica, riesci sempre a stupire, un abbraccio robbj
18-09-06 Rina Mi piace questo blog, aggiornalo più spesso!


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